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Febbraio 7, 2020 | Economia e Moda

Il Castello di Binasco, un luogo del cuore.

Questa settimana voglio parlarvi di un luogo davvero suggestivo: il Castello di Binasco.

Binasco, un borgo tutto da ammirare, che si sviluppa intorno al suo meraviglioso castello, è una tappa fissa nella mia agenda settimanale: qui ha sede Radio Hinterland, con la quale collaboro da un po’, e con la sua proloco, l’Associazione Porta Romana Bella ha avviato varie collaborazioni sul territorio. In particolare la Compagnia del passo antico, nota con il nome di origine “dame del lieto passo”, è ormai un ingrediente fondamentale delle nostre iniziative a carattere culturale.

Un esempio? La scorsa primavera il gemellaggio culturale Milano-Binasco si è aperto il 4 maggio 2019 con l’evento Portami Leo in Art in Porta Romana, per poi concludersi, nel corso dello stesso mese, con la rievocazione storica e la cena con intrigo nella suggestiva cornice del cortile del Castello di Binasco (il tutto preceduto da varie puntate di approfondimento alla radio su argomenti come la moda del tempo, fondamentale per la creazione degli abiti storici indossati dalle comparse).

Il Castello di Binasco, imponente struttura al centro del paese, presenta il tipico aspetto dei castelli viscontei di pianura: ha pianta quadrangolare allungata, con alte mura merlate in laterizi a vista che cingono un’ampia corte centrale. Si pensa fosse protetto da quattro alte torri angolari quadrate (oggi ne rimangono solo due: è probabile che le altre siano state abbattute o che l’edificio fosse rimasto incompleto), e circondato da un ampio fossato. L’ingresso principale è collocato in cima a un piccolo ponte-rivelino. Il cortile presenta un porticato e una loggia, probabilmente di epoca più tarda.

Edificato dai Visconti tra il XIII e il XIV secolo sui resti di una più antica fortificazione, il castello sorgeva al centro di un importante snodo viario tra Milano e Pavia. Nel 1418, le mura della fortezza furono testimoni di un’atroce tragedia familiare: Filippo Maria Visconti, sospettando di adulterio la moglie Beatrice Lascaris di Tenda, al termine di un processo sommario, ne ordinò la decapitazione. Pare che l’episodio celasse oscuri risvolti politici.

A questa vicenda si ispirò Vincenzo Bellini nel comporre la sua opera Beatrice di Tenda.

Lo speciale dedicato ai seicento anni dell’evento è andato in onda su Radio Hinterland e i nostri microfoni hanno accompagnato lo spettacolo del Bellini allestito nel cortile del Castello l’estate scorsa: per l’occasione sono stati eseguiti alcuni pezzi dell’opera.

Nel corso della storia Binasco venne più volte presa d’assalto e saccheggiata. Gli episodi più drammatici si svolsero nel 1658 per mano dell’armata francese e, nel 1796, ancora a opera dei francesi, quando il Comandante Lannes, a capo delle truppe napoleoniche, ordinò il saccheggio del borgo per vendicare l’uccisione di alcuni suoi soldati avvenuta in circostanze mai chiarite. Furono trucidate quasi duecento persone, quasi tutte civili innocenti.

Attualmente, il Castello ospita la sede del Comune di Binasco e della proloco: è una struttura “viva”, e non un maniero abbandonato o aperto solo per motivi turistici. I binaschini sono molto legati a questo luogo, tanto che un gruppo di cittadini ha proposto la candidatura del Castello di Binasco ai luoghi del cuore FAI. L’iniziativa ha riscosso tanto successo da fare del Castello il luogo più votato nell’intera provincia di Milano!  

Qui potete leggere l’articolo de “Il Giorno” di un anno fa, in cui si racconta dei “luoghi del cuore”.

Alla prossima settimana,
Sabrina

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