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Gennaio 28, 2020 | Economia e Moda

Fernet Branca!

Cari amici di Radio Hinterland, in questa puntata vorrei parlarvi di una delle aziende più antiche e blasonate della città di Milano, un luogo dove ben oltre 175 anni fa è nato un amaro digestivo, dalla formula segreta e dal sapore unico e originale…. Fernet Branca!

Novare serbando – rinnovare conservando – è il motto dei Fratelli Branca. Una storia iniziata nel 1845, quando il milanese Bernardini Branca aprì a Pallanza Il Caffè del Portichetto, sperimentando il primo Fernet. Di professione speziale, Branca creò, insieme a un medico svedese di nome Fernet, un elisir curativo anticolerico e antimalarico.

Nel 1862 a Milano in Porta Nuova, nacque il laboratorio di distilleria: liquori e sciroppi erano i protagonisti.

Bernardino Branca aveva tre figli:, Luigi, Giuseppe e Stefano. Quest’ultimo, con l’aiuto della moglie Maria Scala, iniziò a commercializzare l’elisir.

La prima pubblicazione Fernet Branca, vantava il soprannome di toccasana miracoloso: era amato per le sue capacità digestive, stimolava l’appetito, curava gli stati d’ansia, attenuava dolori allo stomaco e alla testa, e tanto altro…

Sui giornali locali ne venivano celebrate le qualità di febbrifugo, vermifugo, tonico, anti- colerico.

Pensate che veniva regolarmente somministrato negli ospedali e nelle infermerie quale medicinale per alleviare dolori e pene agli ammalati.

In un’epoca in cui cura faceva rima con salasso e gli antibiotici non erano ancora stati scoperti, il Fernet Branca con la sua mistura di alcol e oppiacei rappresentava una cura eccezionale e prodigiosa.

La sua formula è ancora un segreto, sappiamo che è composta da 27 erbe provenienti da cinque continenti: l’aloe dal Sud Africa, il rabarbaro dalla Cina, la genziana dalla Francia, la valanga dall’India, la camomilla dall’Italia e dall’Argentina. A queste se ne aggiungono tante altre – erbe, fiori, radici e piante – con cui si producono infusi alcolici. Estratti e decotti che miscelati generano le qualità uniche del Fernet Branca.

Nel 1995, nella sede di via Resegone, in occasione del 150 ° anniversario dell’azienda, è nato un museo che si estende per circa 800 metri quadri: si possono ammirare gli ambienti tradizionali dei laboratori di lavorazione, delle distillerie, e anche gli uffici contabili, senza dimenticare le foto d’epoca, i manifesti e i cartelloni pubblicitari che venivano utilizzati per la comunicazione su strada, e i promozionali firmati da grandi artisti – uno per tutti Metlicovitz, che disegnò il celebre logo del marchio con l’aquila appollaiata sul mappamondo.

Il 14 febbraio del 1865, apparve sul quotidiano milanese La Perseveranza: vi si legge che questo elisir si chiamava semplicemente “Fernet”.

La visita al Museo prosegue nelle distillerie sotterranee, dove botti di rovere custodiscono Brandy e Fernet. Un vero e proprio viaggio sensoriale, l’olfatto resta incantato dai numerosissimi aromi, diversi per ogni stanza, dalla dolcezza del brandy al sentore di erbe aromatiche nella cantina con le botti di Fernet, fino all’intenso profumo di caffè nella zona produttiva del famoso Caffè Borghetti.

Le cantine sono davvero enormi: contengono ben 800 botti di rovere di Slavonia. Una fra tutte la botte madre – la incontrerete alla fine del percorso – la più grande botte d’Europa, con ben 6 metri di diametro e una capacità di ben 84.000 litri. Costruita nel 1892 all’interno della prima sede, poi smontata e trasportata nella nuova sede nel 1910: le sue doghe furono caricate su 40 carri, e i montaggio durò 2 mesi. In questo gigante di legno invecchia il brandy Stravecchio e dal 1910 non è mai stata svuotata per intero: per ogni ciclo, infatti, viene lasciato un terzo del contenuto che abbraccerà il nuovo brandy. È così che si garantisce una sorta di “riserva perpetua”, che dà continuità e una certa dose di fascino al prodotto.

Milano ha da sempre rappresentato un modello di qualità e d’innovazione, grazie anche a personaggi intraprendenti come Bernardino Branca e i suoi tre figli: grazie al loro spirito d’iniziativa imprenditoriale, oggi la nostra città vanta un posto d’onore nelle capitali più operose ed efficienti.

Vi aspetto alla prossima puntata sempre su RadioHinterland FM 94.6 – La radio del cuore.

Sabrina Frigoli

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