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Gennaio 14, 2020 | Economia e Moda

Maglie calde , maglioni, super cool ! I best dell’inverno da Sabrina Frigoli

I le lane per eccellenza più calde sono quelle dell’alpaca, della vigogna e ….scoprirai leggendo che alcune lane appartengono ad animali poco conosciuti ma dal vello pregiato e particolarmente caldissimo.

Maglie calde e Maglioni, arriva la stagione del grande freddo ! Gennaio tempo di coccole ….da Sabrina Frigoli

Lo sapevi che le lane per eccellenza più calde sono quelle dell’alpaca, della vigogna e ….scoprirai leggendo che alcune lane appartengono ad animali poco conosciuti ma dal vello pregiato e particolarmente caldissimo.

Tra le maglie più esclusive che puoi trovare nel mio negozio sono le maglie #sabrinafrigoli in #alpaca o in #cashemire ! Lo sai che queste pregiatissime lane sono similari ma si diversificano per la loro finezza !

Vorrei raccontarvi della lana e delle sue qualità nonché delle tante curiosità che le appartengono.

La #lana è conosciuta fin dai tempi antichi e la sua storia risale alle origini delle civiltà, ma è stata prodotta industrialmente a partire dal XII secolo A.C.. La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini, Pecore, Capre, Conigli, Cammelli, Dromedari, Bisonti,Bue Muschiato o Bovini e infine Antilopi e alcune specie di Lama.

Sono davvero tante le specie dove si può ricavare dal loro vello la fibra di lana, un tessuto ricco di storia, che affonda le sue radici nel profondo passato dell’uomo, che si è saputo rinnovare e ha resistito alla competizione di quelli sintetici.

Nel corso del tempo si sono affinate ed evolute le tecniche di produzione ma le fasi fondamentali sono rimaste integre. Innanzitutto la fibra una volta che viene tosata, ieri dalle classiche cesoie, oggi da tosatrici elettriche, viene raccolta e depositata in contenitori, lavata e cardata, ciò significa che viene pettinata, allo scopo di districare i nodi e allineare le fibre. La lavorazione della filatura e tessitura concluderanno questo processo di lavorazione.

La lana che si ottiene da questa lavorazione verrà chiamata pura lana vergine che puoi trovare nel mio negozio sono le maglie #sabrinafrigoli in #alpaca o in #cashemire ! Lo sai che queste pregiatissime lane sono similari ma si diversificano per la loro finezza !

Tra le caratteristiche che contraddistinguono questa fibra sono la morbidezza, l’ elasticità, igroscopicità e la coibenza termica.

La sua igroscopicità gli permette di essere assorbente, trattenendo le molecole d’acqua fino al 30 % del suo peso, senza dare sensazione di bagnato, mentre la sua flessibilità permette di produrre capi che anche se sottoposti a torsioni e allungamenti, la fibra non risente di alcun problema, infatti questa dopo essere stata sottoposta a sforzi recupera la sua forma originale rendendola per questo ingualcibile !

I capi per eccellenza che caratterizzano le mie collezioni di pantaloni #sabrinafrigoli sono prodotti con tessuto in fresco di lana, questo tessuto ingualcibile resistente alle stropicciature prodotto dalla lana merino, essendo molto fine e ricavata dalle pecore di merinos, cresciute in situazioni difficili, proprio per questo motivo riesce ad avere un alto potere isolante…. Tra le tante curiosità è che gli abitanti del deserto indossano mantelli o capi di lana merinos anche sotto il sole più caldo.Essendo un’ottimo isolante termico ma anche acustico può essere utilizzato sia per contrastare il caldo ma sopratutto il freddo. La lana è il tessuto invernale per eccellenza, associato al caldo, da qui maglie, maglioni, coperte e cappotti ma anche cappelli e sciarpe.

Ma da quanto tempo la lana viene utilizzata ? 

La #lana è conosciuta fin dal tempo dei Sumeri, ci sono delle statuette risalenti a quell’epoca che confermano come i capi fossero ricavati da pelli di pecora o capra, alcuni reperti risalenti al 5000 a.c. ne testimoniano l’utilizzo e la produzione. Ma bisognerà attendere la civiltà dei Babilonesi ( Babilonia significa “terra della lana”), e scoprire con loro che l’arte della lavorazione era arrivata ad un livello superiore e che questi attorcigliavano con le dita i batuffoli di lana, stirandoli in modo da ottenere fili che venivano in un secondo tempo intrecciati fino a formare dei tessuti per confezionare capi caldi da indossare.

La cosa straordinaria è che poco è cambiato da quando i primi uomini dopo la tosatura dei velli hanno prodotto la fibra di lana, quello che è certo è che le moderne metodiche di produzione custodiscono i segreti dell’arte della lavorazione della lana, un patrimonio di conoscenze antichissime, cosi com’è antica l’arte nel colorare e tingere questa fibra.

La lana è una fibra che si tinge con molta facilità per via che si comporta come un materiale basico in presenza di coloranti acidi, mentre si comporta come un acido in presenza di coloranti basici. Mille sono le sfumature di colore che vengono realizzate per esaltare questa straordinaria fibra.

Le prime tracce di pittura di lana risalgono in Mesopotamia sin dal IV millennio a.C sia i Babilonesi che i Caldei apprezzavano il fasto nei colori e dell’abbigliamento, avevano imparato a tingere la fibra durante la lavorazione della filatura. Ma i più conosciuti tintori furono i Fenici, aveva scoperto che i molluschi della famiglia dei “murex” davano il colore porpora.Furono probabilmente tra i primi a commercializzare la produzione di lana con questo colore. Mentre in sud America i Maya, Aztechi e gli Inca tingevano la lana di alpaca e vigogna con colori molto brillanti ottenuti con radici, cortecce, legno e rosso di cocciniglia. Ma di questo ne parleremo in un’altra occasione !

Ma quanti tipi di lana esistono e quali sono le più pregiate ?

Mi capita spesso di raccontare a tante amiche quali sono le lane più pregiate e prodotte nel mondo.

Innanzitutto la classifica della lana più pregiata dipende dalla finezza del vello dell’animale.

Partendo da questo la lana che risulta essere al primo posto è lo #shahtoosh la fibra più costosa e fine in assoluto varia da 9 a 11 micron, la piccola antilope del Tibet alta circa 80 cm è in via d’estinzione con meno di 80.000 esemplari in libertà oltre i 5000 mt d’altitudine. Il Chiru purtoppo ancora oggi viene cacciato per via del suo vello, purtroppo non si può tosare perciò l’antilope viene uccisa per poterla tosare. Uno scialle di shahtoosh può costare fini a seimila euro.

Il secondo posto se lo aggiudica la vigogna, un camelie delle Ande, la sua fibra è più sottile del cashmere , può essere tosata ogni due anni producendo mediamente  250 grammi di fibra succida contro i 500 della capra di cashmere e i tre chili della pecora di merinos. La sua finezza eccezionale raggiunge i 12 micron di media. Un chilogrammo di vigogna arriva a costare quasi 400 euro.

Piazza d’onore per il cashmere, è tra le lane più pregiate e prodotte al mondo che puoi trovare nel mio negozio Sabrina Frigoli Store . Si ricava dal sottopelo della capra Kel che vive nelle zone montuose dell’Asia meridionale. Il suo diametro è di circa 15 micron e da ogni esemplare si possono ricavare 400 grammi di lana ogni anno.Particolarmente calda, morbida e soffice questa fibra è utilizzata per confezionare qualsiasi tipo di capi d’abbigliamento ma anche nell’arredamento ha un posto d’onore in particolare per rivestimenti di divani, cuscini, coperte.

I paesi di capi in cashmere sono l’Italia e la Scozia.

Tra le lane pregiate sempre Andine vi è l’alpaca, un camelie cugino della vigogna, la sua lana leggerissima ha la caratteristica di essere anallergica poiché è priva di lanolina, di conseguenza non causa reazioni allergiche. Tra l’altro l’alpaca è forse l’unico animale che riesce a produrre velli di tantissimi colori, la sua lana viene divisa in sette colori : bianco, grigio, marrone chiaro, marrone scuro, nero, pezzato e il più ricercato il rossiccio.

L’angora è una fibra prodotta tosando il coniglio d’angora, un animaletto simpatico , piccolo dal pelo decisamente lungo ma molto sottile e fine di conseguenza meno resistente di quello della vigogna , quindi utilizzato per produrre filati mescolati con lane meno pregiate e meno costose. Il conoglietto viene tosato ogni tre mesi, pettinandolo. Il pelo d’angora una volta prodotto e filato è particolarmente soffice e le maglie hanno la caratteristica di lasciare il pelo, ciò non la rende simpatica ma risulta essere cosi morbida che il suo utilizzo è sorprendente.

Un’altra lana molto utilizzata è il mohair simile alla seta la via della sua lucentezza, la capra di origine turca la si alleva da circa duemila anni, nelle alture di Ankara da qui ne prende il nome. Il suo spessore è più grosso e risulta lucida la rende simile alla seta, ciò ne fa una lana resistente ed elastica. 

Dai piccoli capretti viene prodotta una lana chiamata Kid mohair, il tessuto ottenuto è più fine rispetto alla capra adulta.

Alla lana merinos dobbiamo riconoscere un posto d’onore, ricavata da pecore merinos, originarie della Spagna ma allevate ormai in tutto il mondo in particolare in Australia e Nuova Zelanda. La sua fibra è sottile arriva ai 20 micron e questa caratteristica permette di produrre testi molto sottili e ingualcibili come il fresco di lana. Le pecore vivono in situazioni ambientali molto difficili per ciò il suo vello ha un potere molto isolante. Ricordo che gli abitanti del deserto confezionano capi in lana merinos che indossano sotto il sole caldo.

Ricordo che tra le lane più pregiate vi è il Qivut un bue muschiato e il bisonte americano. Il Qivut viene allevato presso le popolazioni eschimesi, in origine il vello veniva raccolto a mano e si producevano lane molto grossolane, ma essendo una fibra molto sottile addirittura più fine del cashmere , i processi di cardatura sono migliorati ma la sua produzione limitata, pensate che in un anno si può produrre da 2 a 3,5 chili di qivut. Mentre il bue americano allevato per la sua pregiatissima carne, la tosatura avviene solo dopo l’uccisione dell’animale per via della suo temperamento, il bisonte non può essere ne pettinato ne tosato, ma il suo sottovello ha una finezza tra i 12 e i 50 micron, simile alla lana di pecora, ma più calda, isolante e confortevole.

coniglietto d’Angora
capra Kel del Cashmere
Vigogna

La produzione di lana ormai al giorno d’oggi raggiunge dei fatturati importanti e in Italia la città di Biella è riconosciuta la patria della lana, grazie a Giuseppe Botto  Poala, padre fondatore dell’azienda che nel 1876 con pochi telai iniziò la produzione di tessuti in lana, seta, cotone e tanto altro. L’impero Botto si estende da Melbourne a Tokio, a Londra a New York. Ha undici stabilimenti in Italia e la sua politica espansiva non si è mai fermata, tecnologie e ricerca hanno permesso alla Botto di essere riconosciuta tra le più illuminanti aziende al mondo.

Ciao e alla prossima settimana, sempre qui con Sabrina Frigoli per raccontarvi tante curiosità su ciò che indossiamo e spesso non conosciamo l’origine !

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